PesceBreve storia ispirata con la citazione di: E. De Luca

(I pesci non chiudono gli occhi)

C’era una volta un pesce che si chiamava Libro e viveva elle profondità di un mare sconosciuto e speciale. Il mare era pieno da onde che erano formate di citazioni letterarie come di Dante, Charles Dickens, Verne, tra gli altri scrittori universali. Per imparare a nuotare, i pesci dovrebbero imparare a leggere per essere portati via dalle onde e maree.
Libro viveva vicino alla costa, vicino agli esseri umani, e poteva solo leggere citazioni letterarie incompiuti e frasi con errori di ortografia. Sognava di venire in superficie e di leggere un libro vero e proprio. Tutti gli amici di Libro, gli consigliavano di non uscire fuori dall’acqua, era pericoloso. Libro ha ricordato che una volta aveva letto un breve testo di “L’allegoria della caverna” di Platone e voleva scoprire una nuova realtà e fuggire dalle ombre. Tuttavia, questo piccolo frammento non era finito, Libro non poteva conoscere il suo destino o la fine di questa avventura.
Lui è uscito in superficie, ma purtroppo un gabbiano l’ho cacciato. Libro non riusciva a respirare e ha iniziato a chiedere l’animale con le citazioni religiose di lasciarlo andare. L’ave ha visto il pesce parlare, come gli esseri umani, e si spaventò e lo lasciò cadere. Per fortuna, è caduto in una piccola piscina di una casa familiare. Dove il pesce ha incontrato a un bambino che era molto speciale. Non poteva vedere. Libro gridò dalla piscina e il ragazzo è venuto per aiutare quella voce. Tra cui due hanno tenuto un lungo colloquio, perché il bambino è stato sorpreso perché sapeva che i pesci potessero parlare. Da questo giorno, i due erano buoni amici. Il ragazzo guardò il suo amico Libro; e il pesce gli raccontava le storie e lo aiutò a vedere al di là del buio, e in questo modo scoprire nuove realtà insieme.

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