Perché è decorata con le costellazioni che ci orientano nella passeggiata attraverso il corpo.

Perché l’estate la fa diventare un deserto di sabbia dorata.

Perché si trasforma nel ponte tra terra e cielo.

Perché è il migliore dei letti quando non arriva il sonno.

Perché si lascia abbracciare da tutte le direzioni.

Perché tutto rimane dietro di lei, tutto il passato, tutto quello che abbandoniamo.

Perché carica con la stanchezza dei viaggiatori e con gli zaini pieni di ricordi.

Perché dice di no quando si gira e aspetta impaziente che la reclami con la punta delle dita.

Perché si alza orgogliosa nonostante i pugnali e le croci.

Perché è la tela perfetta dove si scrivono i poemi che sogniamo mentre accarezziamo altre schiene.

Julia Zalaba, Esplora la lingua

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