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lezioni di italiano scritto

Francesco e il coltello

Prima le urla provenienti dal bagno, poi il dramma…

Tutti noi siamo andati al bagno e abbiamo aperto la porta. Abbiamo visto Francesco steso a terra pieno di sangue e con il coltello infilsato nell coure e la moglie che urlava. Il collega carismatico ha detto che è un attore che voleva fare un ballo a sorpresa per Francesco con la moglie ma sfortunatamente Francesco è inciampato è caduto sull coltello.

In montagna con i gattini

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Prima di tutto sono andato in/alla cima della montagna con i gattini. Dopo aver camminato durante circa 4 o 5 ore, mi sono reso conto che ero perso. Successivamente, perché avevo sete, ho trovato una botiglia vuota e l’ho riempita di acqua di un fiume che era vicino. Siccome avevo fame anche/ero affamato non avevo scelta, ho dovuto mangiare uno dei gattini. Alla fine, sono caduto dormito perché ero stanco e mi ha trovato la polizia.

Un fine settimana tranquillo in montagna

Il fine settimana scorsoabbiamo deciso di andare in montagna con un’amica che solamente aveva visto la città. Le abbiamo detto che non c’era pericolo senza sapere quello che ci aspettava…

montagna

Avevamo portato una valigia con un po’ di cibo ed acqua. Quando siamo arrivati, abbiamo lasciato le valigie sotto un albero e siamo andati a vedere una cascata famosa per la sua bellezza. Dopo aver visto la cascata, siamo ritornati per mangiare ma abbiamo visto un orso che (si) stava mangiando il nostro cibo. Abbiamo preso un bastone per spaventarlo e subito la sua guardia è apparsa molto arrabbiata e siamo stati inseguiti fino a trovare un posto sicuro dove c’era un’auto/una macchina abbandonata che incredibilmente funzionava. Così siamo potuti ritornare a casa senza un graffio ma la nostra amica ci ha detto che non vuole ritornare in montagna mai più.

Risposta ad un raggio di sole

             raggiodisole

La studentessa M. ha scoperto che il suo ragazzo Stefano ha fatto la canzone “Raggio di sole” per lei e gli ha risposto con questa lettera.     

Caro Stefano,

Io sono molto contenta che tu hai fatto questa canzone per me. Ma tu hai detto che io sono lunatica e non è vero. Io sono un po indecisa. Per ciò io ho pensato cose diverse d’un momento all’altro.

Io non ho saputo capire come è il tuo amore. La vedo, tu hai deciso que io ho litigato sempre con te.

Siamo andati al mari io ho voluto andare a la montagna, abbiamo presso una casa in città e io ho voluto una casa a la campagna. Siamo felice e io sono in dieci minuti arrabbiata. Tu mi hai detto che ti vai e io sono dispiaciuta, io mi ho domandata che cosa io voglio?

E ho pensato, veramente, io sono un po lunatica.

M. del corso principianti

Quando arrivai a Barcellona…

Abbiamo chiesto ad un gruppo di livello Avanzato di raccontarci il loro arrivo in città attraverso un esercizio di scrittura collettiva e questi sono i risultati con le relative autocorrezioni.

Quando arrivai a Barcellona ebbi la più forte impressione della mia vita. Vidi il mare. Mi sembrò una vera meraviglia. Era così grande che rimasi circa cinque minuti guardandolo senza fare o dire niente e allora cominciò a gridare e urlare come un lupo ferito. Aveva una gamba rotta e piangeva. Chiesi ___ mia mama piangendo è lei mi portò dal mèdico.

[…]

Quando arrivai a Barcellona c’era un giorno abbastanza caldo. Prima di andare pensai che sarebbe così freddo, ma dopo trovai che non lo era tanto. Infatti, era tutto il contrario, andavo d’apertutto con il costume da bagno e gli occhiali da sole. Mia madre pensò che io avesse bisogno della medicazione. Ma non avemmo i soldi per comprarla e decisi ___ cercare un piccolo lavoro per aiutare a miei genitori. E dopo qualche giorni trovai un lavoro in un negozio di frute. Ebbi preferito lavorare in una pasticeria. Gli dolci mi piacevano così tanto!

Quando arrivai a Barcellona c’era un giorno abbastanza caldo. Prima di andare pensai che avrebbe fatto troppo freddo, ma dopo trovai che non lo era tanto. Infatti, era tutto il contrario, andavo dappertutto con il costume da bagno e gli occhiali da sole. Mia madre pensò che io avessi bisogno della medicazione. Ma non avevamo i soldi per comprarla e decisi di cercare un piccolo lavoro per aiutare i miei genitori. E dopo qualche giorno trovai un lavoro in un negozio di frutta. Avrei preferito lavorare in una pasticceria. I dolci mi piacevano così tanto!

Quando arrivai a Barcellona ricordo che la prima cosa che vidi fu un tram. Pensai: “Cosa è questa machina così lunga?”. Ma io la presi per vedere dove andava. Arrivai dopo 1 ora in un paese sconosciuto. Tutto mi sembrò nuovo, era così diverso da l’Andalusia che conoscevo. C’erano case piccole da per tutto, ma qui non erano dipinte in bianco. E c’era anche tanta gente che invece viveva dentro dei funghi giganti che loro stessi avevano trasformato in case. E furono molto felici in quel posto con le loro famiglie.

Quando arrivai a Barcellona ricordo che la prima cosa che vidi fu un tram. Pensai: “Cosa è questa macchina così lunga?”. Comunque io la presi per vedere dove andava. Arrivai dopo 1 ora in un paese sconosciuto. Tutto mi sembrò nuovo, era così diverso dall’Andalusia che conoscevo. C’erano case piccole dappertutto, ma qui non erano dipinte di bianco. E c’era anche tanta gente che invece viveva dentro dei funghi giganti che loro stessi avevano trasformato in case. E furono molto felici in quel posto con le loro famiglie.

 GRAZIE per il vostro contributo!foto-barcellona-aerea-495x180

Esercizio di rima!

 

Ecco cosa hanno prodotto un gruppo di studenti alle prese con le rime in italiano…

Il racconto con molti aggettivi

Ama l'italiano attivitàDue giovani innamorati, Konrad i Sabrna, arrivarono al Veneto nel anno 1935. Como ascrisse quel autore siciliano magnifico: “Che è l’amore? Fuoco e fiamme per un anno, cenere per trenta”, ma era troppo optimista: l’amore di questi due teutoni non durò ni un mese. Poi sabrina abba da proseguire il viaggio sola per Perugia verso il sud.

Il 2 di ottobre fu Sabina negli Abruzzi. È una regione montagnosa dove si fa un vino rosso saporito eccellente che bevo ogni estate cuando vada in Inghilterra, ma lamento che non si trovi in Spagna. Purtroppo non ebbe Sabina occasione di aspettare per bere i vini di quel anno di 1935. Agli italiani gli piace sempre avere un pagliaccio da capo del governo. Sono un populo frugale e in questo modo non bisogna pagare il biglietto per vedere il circo. Allora il loro buffone prefiletto si chiamava Benito, un artista incomparabile fino a la sua rappresentazione culminante al Piazzalle Loreto di Milano. Quel 2 di ottobre la sua pagliacciata fu la dichiarazione di guerra contra Abissinia.

Sabrina finalmente aveva trovato il suo destino.

Andò a Napoli da dove i soldati sortivano verso lo confine di Abissinia. Prima di partire fece visita a l’isola bella di Capri. La scrittrice, Hilda Spiel, anche fu a Capri mentre indagava il fondo di questo romanzo, e godò quattro notti di amore nel agosto di 1936 con altro scrittore, Alberto Moravia, per addestrarsi prima delle sue proprie nozze con uno scrittore tedesco. Ma Sabina non godò di niente. Ritornò alle navi oscure di acciaio grigio che l’indomani mollarono.

Chè volle spiegare Hilda Spiel quando scrisse il suo romanzo? La divisa statunista “facciamo l’amore e non la guerra” allora non esistetti, ma forse anticipatamente spiegava che non funzionerebbe perché la maggior parte degli amanti è così noioso che dopo un mese – o un anno se siamo optimisiti – smarriti come Lampedusa – preferiremmo andare a la guerra che sopportare la loro compagnia più. Anche Alberto Moravia, autore di “La romana” e “La noia” era un guerrafondaio?

Adattato da Hilda Spiel (1922 – 90) Flote und Trommeln (1947 – traduzione inglese 1989)

ad opera di un nostro studente che vuol farsi chiamare “l’innominato”

Se il frigo potesse parlare…

frigorifero

“Se il mio frigo parlasse, mi ringrazierebbe per il cibo che gli faccio conservare. Nientre triste cibo di quando fai una dieta, che non dà colore né sapore al frigorifero né alla tua vita.

Che allegria mi dà aprire il frigo e trovare gelati, salumi, formaggi e cioccolato fra le altre cose deliziose.

Devo anche ringraziarti per tutte quelle sere che sono arrivato a casa alle 6 di mattina affamato da morire e tu mi aspettavi sempre con un piatto di maccheroni pronto per essere divorato.

Grazie frigo per tutto quello che mi dai!

Albert”

Albert, studente del corso di italiano preavanzato

I libri mi riempivano il cranio e mi allargavano la fronte. Leggerli somigliava a prendere il largo con la barca, il naso era la prua, le righe onde

PesceBreve storia ispirata con la citazione di: E. De Luca

(I pesci non chiudono gli occhi)

C’era una volta un pesce che si chiamava Libro e viveva elle profondità di un mare sconosciuto e speciale. Il mare era pieno da onde che erano formate di citazioni letterarie come di Dante, Charles Dickens, Verne, tra gli altri scrittori universali. Per imparare a nuotare, i pesci dovrebbero imparare a leggere per essere portati via dalle onde e maree.
Libro viveva vicino alla costa, vicino agli esseri umani, e poteva solo leggere citazioni letterarie incompiuti e frasi con errori di ortografia. Sognava di venire in superficie e di leggere un libro vero e proprio. Tutti gli amici di Libro, gli consigliavano di non uscire fuori dall’acqua, era pericoloso. Libro ha ricordato che una volta aveva letto un breve testo di “L’allegoria della caverna” di Platone e voleva scoprire una nuova realtà e fuggire dalle ombre. Tuttavia, questo piccolo frammento non era finito, Libro non poteva conoscere il suo destino o la fine di questa avventura.
Lui è uscito in superficie, ma purtroppo un gabbiano l’ho cacciato. Libro non riusciva a respirare e ha iniziato a chiedere l’animale con le citazioni religiose di lasciarlo andare. L’ave ha visto il pesce parlare, come gli esseri umani, e si spaventò e lo lasciò cadere. Per fortuna, è caduto in una piccola piscina di una casa familiare. Dove il pesce ha incontrato a un bambino che era molto speciale. Non poteva vedere. Libro gridò dalla piscina e il ragazzo è venuto per aiutare quella voce. Tra cui due hanno tenuto un lungo colloquio, perché il bambino è stato sorpreso perché sapeva che i pesci potessero parlare. Da questo giorno, i due erano buoni amici. Il ragazzo guardò il suo amico Libro; e il pesce gli raccontava le storie e lo aiutò a vedere al di là del buio, e in questo modo scoprire nuove realtà insieme.

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